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Le orecchie a sventola: come affrontare il problema senza intervento chirurgico

Le orecchie a sventola rappresentano una fonte di disagio tanto nei bambini quanto anche negli adulti. Tuttavia, se si sceglie di adottare delle misure premature, il problema potrebbe essere risolto senza ricorrere alla chirurgia. Quindi, in caso di orecchie a sventola, si può intervenire anche senza una otoplastica.

Anomalia che, di norma, si presenta fin dalla più tenera età, le orecchie a sventola concorrono ad avere una bassa autostima e, inoltre, fa insorgere molti altri problemi psicologici. Le orecchie sono il primo organo del corpo a raggiungere la loro piena dimensione durante l’infanzia. Di conseguenza, fin dai primi anni di vita di un bambino, sono particolarmente evidenti eventuali anomalie estetiche.

A tal proposito, è assolutamente doveroso precisare che, le cosiddette orecchie a sventola, non sono affatto una patologia. Infatti, sotto il punto di vista medico, queste sono sanissime. In pratica, si tratta prettamente di un inestetismo che può essere corretto. Se in un bambino questo problema può essere vissuto come grave fonte di disagio, in età adulta può, perfino, interferire con la fiducia che si ha in stessi, oltre che nei normali rapporti interpersonali.

Lasciando da parte i cosiddetti rimedi della nonna che includono, ad esempio, una fasciatura da porre sulla testa, oppure un taglio di capelli particolare e volto a nascondere questo inestetismo, per rimediare al problema delle orecchie a sventola, vi sono diverse soluzioni. Una di queste, è la otoplastica, ovvero una procedura chirurgica tramite la quale si potrà andare sia rimodellare e sia a riposizionare le orecchie a sventola.

Un’altra soluzione, è quella fornita, ad esempio, da speciali cerotti facilmente reperibili sul mercato. È da annotare che questa soluzione, in genere, viene ad essere suggerita a soggetti con orecchie a sventola più o meno giovani. Di massima, questo problema si verifica quando si è in presenza di un difetto della cartilagine che fa la sua apparizione proprio durante lo sviluppo intrauterino del bambino.

Quindi, andando a concludere, nella maggior parte dei casi, il problema delle orecchie a sventola può essere risolto anche senza dover ricorrere alla otoplastica, ovvero ad un intervento chirurgico in regime di day-hospital.

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Comprare vestiti estivi mi aiuta a stare meglio

Io adoro fare shopping, sempre. Si tratta di una delle attività che preferisco per il fatto che solo quando entro ed esco dai negozi riesco a liberare la mente dalle mie preoccupazioni e, quindi, rilasciare lo stress. Può sembrare strano che lo shopping abbia un effetto rilassante dato che ci si trova in mezzo alla gente, impegnati nella ricerca di qualcosa che ci piaccia, dentro e fuori per i camerini. Eppure, per me funziona. 

Non sono una spendacciona, e, quindi, non entro in un negozio per spenderci i soldi e poi andarmene a casa. Si tratta di un’attività che eseguo con meticolosità, con una mia routine e che mi impegna per un po’ di ore; forse per questo riesce a liberarmi momentaneamente dalle preoccupazioni. Capita anche, più di qualche volta, che io non compri assolutamente nulla. E non si pensi che io faccio shopping tutti i giorni, il mio livello di stress non è così alto!.

Quello che più amo comprare sono i vestiti estivi. L’estate è la mia stagione preferita e trovo che i vestiti estivi siano particolarmente belli, originali, allegri. Mi piace che siano leggeri e comodi – solitamente i pantaloni sono più larghi per essere freschi, le gonne leggere e abbondanti per lo stesso motivo. Mi piace molto meno fare shopping in inverno, quando la maggior parte dei capi in vendita ha colori cupi, scuri, tinte unite perché ne va del mio umore: la ragione che mi porta a camminare in centro città è liberarmi dai pesi della mia quotidianità, quindi, ovviamente un ambiente poco allegro non mi aiuta molto. Così, solitamente, in inverno passo molto tempo nelle librerie. Leggo molto, mi piace davvero, ma non riesco ad entrare in una libreria nella bella stagione. Col passare degli anni è diventata una vera routine… arriva la primavera e mi ritrovo a selezionare vestiti estivi; arriva l’autunno ed eccomi a leggere introduzioni, recensioni, articoli sui libri che mi accompagneranno durante i mesi freddi.

Forse posso sembrare una persona superficiale per il fatto di dedicarmi allo shopping con tanta intensità e, soprattutto, di usarlo come modo per alleviare le mie pene, ma non credo di esserlo. D’altra parte, non mi nascondo neanche: ho scoperto che girare per negozi mi aiuta, mi fa stare meglio e non voglio vergognarmene, nasconderlo o rinunciarvi. La cosa che più conta è che ho raggiunto un buon livello di serenità nella mia vita, cosa che non è per nulla facile e che so essermi invidiata da chi non è al mio stesso livello. Bisogna essere sinceri con noi stessi per poter stare bene, senza vergognarsi o temere di essere giudicati e se fare shopping va bene per me… nulla o nessuno potrà fermarmi.

Quanto costa rifarsi il seno?

Dato che sono sempre più le donne che ipotizzano di rifarsi il seno o, perlomeno, sono incuriosite dalla prospettiva di farlo, è quanto mai ovvio che sorga la domanda inerente il quanto costa rifarsi il seno. In generale, rifarsi il seno è considerata una operazione estetica, tramite la quale è possibile ottenere dei risultati che sono particolarmente apprezzati.

Infatti, tramite il rifarsi il seno, gran parte delle donne possono tanto avere migliorato il rapporto che le lega al proprio corpo, quanto vedere dei risultati fisici ottimizzanti. Di conseguenza, è ovvio che, almeno per una volta, una donna si senta interessata a conoscere quanto costa il rifarsi il seno. A tal proposito, è doveroso evidenziare che, all’attuale stato delle cose, la chirurgia estetica è, in linea di massima, una possibilità non propriamente alla portata di tutti. 

Di fatti, per fare un esempio, è stato calcolato che un intervento di mastopessi oppure una mastoplastica, in regime privato, può anche raggiungere cifre che si aggirano attorno ai 10.000 euro. 

Quindi, oggi come oggi, rifarsi il seno ha un costo elevato. Di conseguenza, dato i costi, è importante comprendere se e quando è possibile, eventualmente, ricorrere al Servizio Sanitario Nazionale, ovvero quando e se è possibile rifarsi il seno con la mutua.

Rifarsi il seno attraverso il servizio sanitario nazionale

La buona notizia, per tutte le donne che hanno intenzione di rifarsi il seno, è che, a determinate condizioni straordinarie, è possibile sottoporsi a questa operazione andando ad utilizzare il servizio sanitario nazionale. Perciò, visto che alla domanda se sia possibile rifarsi il seno con la mutua la risposta è sì ma, a determinate condizioni, vediamo quali sono le condizioni per poter rifarsi il seno con la mutua.

In conclusione, è possibile portare in detrazione i costi dalle imposte, come pure usufruire del servizio sanitario nazionale per rifarsi il seno a condizione che l’intervento si renda necessario per:

  • Ripristinare quelle che sono le condizioni fisiche a seguito di un intervento;
  • Oppure nel caso in cui è volto al fine di andare a rimuovere delle deformità, tanto estetiche quanto funzionali, di particolare rilievo, ossia che limitino o pregiudichino la vita del soggetto.

Home restaurant, per degustare bontà fatte realmente in casa

Sicuramente ai fornelli di chi organizza un home restaurant vi è un amante della buona cucina, un ardimentoso dell’organizzare piatti che sappiano sempre affascinare e coinvolgere in un crescente di sapore e buona convivialità.

Non per nulla, un home restaurant è perfettamente in grado di poter proporre sia pranzi e sia cene a base di leccornie regionali, appartenenti alla tradizione come pure pietanze esotiche. Un mix di buona cucina e ospitalità, ove poter conoscere nuove persone, come venire a diretto contatto con le usanze tipiche.

Il contribuito richiesto per un home restaurant è quindi più che giustificato e sarà, comunque, sempre più basso di quanto richiesto da altre forme, come ad esempio i ristoranti. Inoltre, si potrà mangiare in un vero ambiente familiare, in una vera casa, e non in un ambiente attrezzato per turisti e occasionali avventori.

La differenza che intercorre fra un home restaurant e una normale trattoria, quindi, non si limita esclusivamente ad una questione di prezzo, ma nel saper proporre, in un modo diverso e originale, la possibilità di gustare del cibo in compagnia di persone sconosciute, in un numero ridotto di presenze e in un ambiente maggiormente confortevole e meno asettico di quello di un ristorante.

Piatti originali come le tagliatelle al cacao oppure più tradizionali sono, grazie ad un home restaurant, alla portata di tutti. Ogni informazione riguardante un home restaurant potrà essere trovata su internet. Non per nulla, sul web vi sono vari siti internet specifici, piattaforme a loro dedicate, ma anche pagine Facebook.

Fra le varie piattaforme esistenti si possono ricordare ad esempio Gnammo, Ceneromane, New Gusto, ma anche SoulFood e Home Food. Ma a prescindere dal come reperire informazioni, il punto principale che viene ad essere proposto da un home restaurant rimane sempre la possibilità di intraprendere veri e propri percorsi gastronomici, piatti preparati con ingredienti genuini e tipici, potendo anche godere di una autentica ospitalità.…

Affida con fiducia il tuo bambino ad una puericultrice

La puericultrice è una operatrice tanto sanitaria quanto educativa. È una figura professionale riconosciuta dal Ministero della Salute. È, pertanto, una valida e capace professionista che è perfettamente in grado di potersi prendere cura di un bambino che abbia una fascia di età che parte dai zero anni per arrivare fino ai suoi sei anni.

A fronte di ciò, si può notare come la puericultrice sia preparata per rapportarsi con tutte le tematiche e le dinamiche inerti un delicato periodo del nostro bebè, considerando, appunto, che lo può seguire da quando è praticamente neonato fino al suo divezzo.

Ma l’importanza di avere al proprio fianco una puericultrice in tutto questo importante e delicato periodo del nostro bambino, viene anche ad essere suffragato dal fatto che essa ha le competenze e le nozioni necessarie per poter provvedere a soddisfare tutte quelle esigenze ed incombenze legate al naturale sviluppo del nostro bebè. E potrà fare questo per il bebè tanto da un punto di vista psicologico e di sviluppo, quanto sotto quello inerente il suo sviluppo ludico e motorio.

Né si può poi dimenticare il suo fondamentale apporto per quello che verte l’aspetto sanitario, come ad esempio il controllo della sua temperatura corporea, un eventuale primo pronto soccorso, come pure per la corretta e adeguata preparazione delle pappe e del latte.

Altra sua fondamentale caratteristica, che non può e non deve essere obliata, è che la puericultrice rappresenta anche un fondamentale punto di contatto con il pediatra, relativamente allo stato fisico del bambino, e con lo psicologo per analizzare eventuali problematiche riguardanti un corretto e sano sviluppo psichico del bimbo.

Chi poi ci può dare un effettivo supporto per poter cercare una puericultrice sono le agenzie online. Non per nulla navigando su internet non sarà di certo difficile trovare una agenzia online che possa fornire un valido aiuto nella ricerca di una puericultrice.…

La badante, un lavoro che è anche una missione

I numeri sono asettici, e sono proprio i numeri che ci forniscono un quadro nel quale il nostro Paese viene ad essere sempre più dipinto come un Paese per vecchi. Pur tuttavia, nonostante tutte le nostre antiche tradizioni, abitudini e memorie, se non ci fosse la figura della badante, il più delle volte alle nostre nonne e nonni non rimarrebbero che tristi soluzioni.

Di fatto, quindi, è la badante, per la maggior parte proveniente dai paesi dell’Est Europa, ad occuparsi di loro. I politically correct le chiamano assistenti famigliari, il popolo badante, ma poco importa, quel che conta è che sappiano fare il proprio lavoro.
Questo potrebbe essere in sintesi il nazional pensiero, quello con il quale veleggia una grande fetta di italiani che affida i propri anziani alle cure di una badante. In una Nazione ove non si nega a nessuno il nome di una strada o una statua da inaugurare in un parco pubblico, manca proprio un qualcosa che ricordi a tutti quanto si deve a questa importante figura professionale.

Donne che hanno lasciato la loro casa, i loro affetti, le loro abitudini, per venire qui da noi ad occuparsi magari di una nostra zia che è affetta da demenza senile, oppure della nonna cardiopatica, di un genitore non più autosufficiente. La badante, è perciò la risposta italica al problema degli anziani.

Mentre molti compatrioti hanno sempre meno voglia e tempo di prendersi cura dei propri cari, queste fulgide figure lasciano i loro paesi per assistere queste persone. Si dovrebbero tessere pubblicamente le lodi alle badanti, per la loro energia, per la loro capacità di portare un raggio di sole fra i nostri sempre più soli anziani.

Quelli che un tempo furono i cardini di una intera società, diventano improvvisamente un peso che viene ad essere affidato completamente sulle spalle della badante. Sicut flumen pax tua.…